la gazza ladra

 Leggi una poesia con me, frase dopo frase, in un modo un po’ diverso e insieme a me viaggia in una storia raccontata da fuori.  (La poesia è di Alda Merini).

 Amore,
vola da me
con l'aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l'ingegno del tuo sentimento.
Lei sta  seduta sul bordo del suo letto e guarda fuori dalla finestra. Una gazza ladra sta sul tetto di fronte, immobile come una statua. Solo gli improvvisi movimenti della sua testa tradiscono il suo essere viva. Forse cerca qualcosa che brilla da rubare e portare nel nido. Qualche sperduto tesoro luminoso e brillante che le catturi la vista con ipnotici lampeggi.
 
Si sente il vento muovere le fronde degli alberi …
 
Lei guarda fuori dalla finestra … guarda l’animale … lo guarda spiccare il volo e librarsi nell’aria. E vorrebbe essere quel’animale. Vorrebbe avere le ali per provare l’ebrezza del volo libero ma anche per il puro ed egoistico desiderio di andare da lui, posarsi sulla sua finestra e guardarlo.
Forse lui, accorgendosene, si domanderebbe cosa ci fa un uccello così particolare al centro di una frenetica città; in mezzo alle sirene, ai clacson, al traffico.
Forse smetterebbe di lavorare per un secondo e forse il suo pensiero andrebbe a lei.
Sorriderebbe? Quale ricordo o quale esatto pensiero passerebbe per la sua testa?
Sarebbe romantico? Sarebbe appassionato? Sarebbe un ricordo o una sensazione?
...Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d'albero più alta
per darti frescura e riparo.
Lei guarda fuori dalla finestra.
Pensa alla sua vita che è comunque una bella vita. Non è infelice. Non è frustrata.
Non è delusa. E’ la vita che ha scelto, che ha desiderato e per la quale ha anche combattuto mettendo alla dura prova la sua pazienza. L’ha voluta con coraggio e determinazione. Pensa a questa vita dove, però, c’è anche lui.
Presenza fisicamente assente ma spiritualmente forte e costante.
Si sente egoista, tremendamente egoista perchè nonostante quello che ha desidererebbe anche lui.
E anche se sa essere sbagliato, sbagliatissimo, non può fare a meno di lui.
Perchè lui è un giardino segreto dove lei ama perdersi quando le cose non vanno, quando una canzone la fa librare sulla nuvola dei sogni, quando la solitudine la coglie e nessuno può vederla pensare con il volto velato di malinconia.
 
E lei vorrebbe essere per lui lo stesso giardino. Vorrebbe che lui provasse le stesse sensazioni.
Vorrebbe che lui non provasse mai tristezza per la distanza,
Vorrebbe che lui la perdonasse per essere così egoista da desiderarlo nonostante “l’impossibilità”.
Vorrebbe avere la stessa capacità che ha un albero dalle grandi fronde di ombreggiare il viandante accaldato dal sole. Di dargli conforto, riparo, amore.
Vorrebbe essere quell’ombra ma ha solo parole, le parole non sono ombra. E lei è convinta che ci sarà un momento in cui il viandante, quando se ne accorgerà, riprenderà il suo cammino.
 
Fa' delle due braccia
due ali d'angelo
e porta anche a me un po' di pace
e il giocattolo del sogno.
Lei guarda fuori dalla finestra.
La malinconia sta prendendo il sopravvento. Una malinconia portata dalla primavera che è quasi arrivata e si sta per mostrare in tutta la sua esuberante freschezza.
Socchiude gli occhi e cerca un pensiero felice. Uno di quelli che ti riscalda il cuore e ti fa sentire fortunata di poterlo avere e poterlo rivivere ogni qualvota lo si desidera.
Ricorda le sue braccia quando senza muoversi sono rimaste strette attorno a lei mentre il suo cuore impazziva, incontrollato e spinto da un emozione cercata a lungo e raggiunta con ansia e grandi aspettative.
Ricorda la pace assoluta di quel momento e il desiderio di non perdere quel momento mai più.
 
Vorrebbe poterlo sognare, quel momento.
Perchè il sogno è un bellissimo giocattolo ti permettere di vivere e rivivere le emozioni: di guardare, toccare, sentire.
Vorrebbe che il sogno le portasse quella pace. Di nuovo.  
 
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

Inaccessibile

 

… …sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile
nel momento stesso in cui ti afferro
Nazim Hikmet
 

 

Non ce l’ho fatta, non ho vinto contro l’amore che ho per te.

Ora con il trucco sciolto sulle guance e gli occhi gonfi di lacrime, quel fiume infinito che non riuscivo più ad arginare cerco di resistere alla tentazione di vederti per poterti toccare.

Ma perderò anche questa battaglia … lo so ormai …

“… ti amo talmente tanto da rinunciare a tutto ciò che ho intorno a me e questo ora lo sai. Tu sei l’amore della mia vita, vita che darei anche in cambio pur di avere te

Eccole le tue parole, quelle che hanno distrutto qualunque barriera io stessi costruendo tra noi.

Vorrei chiederti se ci credi davvero; vorrei sentirtelo dire standoti abbracciata mentre il mio cuore batte contro al tuo, senza guardarti, ma chiudendo gli occhi e ascoltandoti solo con l’anima.

Ma tu non ci sei ed io non sono con te. E’ per questo che stiamo così male.

E nel momento stesso in cui ti ritrovo ti perdo poco dopo, come un fiore di tarassaco al vento, ti disperdi e a me non resta nulla se non il ricordo del sapore di un bacio e il silenzio dentro ad un telefono.

Tratto Il Mio Dolore Con Crudeltà

Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perche’ parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.

                                                       R.Tagore

Ma tu non tratteresti mai il mio dolore con crudeltà; solo io sono capace di fare tanto male a me stessa.

Tratto crudelmente il mio dolore per paura che tu possa vederlo farmi del male …

addio

L’uomo dice alla donna: ti amo,
come se stringessi tra le palme il mio cuore,
simile a scheggia di vetro che m’insanguina le dita,
quando lo spezzo follemente.

La donna dice all’uomo:
ho guardato nei tuoi occhi,
nel mio cuore,
con amore curvandomi sulle tue labbra
.

L’uomo ha taciuto.

Un libro caduto sul pavimento.

Una finestra si è chiusa.

Come un mormorio nelle tenebre. 

Nazim Hikmet

silenzio

… arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
Rabindranath Tagore