dimenticare …

Perchè ti sto scrivendo?

Non dovrei … dovrei già averti riposto in un qualche cassetto della mia mente. Dovrei già essere in quella fase in cui sei solo un ricordo. Una parte del mio passato che di tanto in tanto riaffiora in superficie portato dalla musica, da un profumo, da un’immagine.

Ma sei ancora con me ed io continuo a respingerti sotto. Nel tentativo di farti affogare. Perchè tu mi hai fatto male e il tuo ricordo continua costantemente a ferirmi.

Non mi importano le ragioni della tua scelta. Non mi interessa la tua idea di ‘proteggermi’ da quello che ti sta accadendo. Due persone che si vogliono bene condividono.

CONDIVIDONO.

Nel bene e nel male.

Avevi detto di desiderare di avermi voluto nella tua vita.

Avevi detto che mi avresti voluto con te.

Avevi detto che mi avresti voluto come madre dei tuoi figli.

Ma poi hai scelto la strada che io odio di più. Hai scelto di fare esattamente quello che sapevi mi avrebbe ferito.

Hai scelto il silenzio.

Voglio dimenticarti.

Voglio rimuoverti.

Voglio attaccarti un peso alle gambe e vederti affogare in fondo al mare della mia mente. Più giù … sempre più a fondo … fino a scomparire ….

Non riesco a trovare nulla di così pesante …

Non ci riesco …

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fleur de la passion

Le mie mani sanno di burro, i miei capelli di zucchero e la mia pelle di biscotti … la casa sa di casa, di buono.

Io profumo di mamma; domani è la mattina di Pasqua.

I profumi ti fanno viaggiare, ti fanno sognare, ti fanno chiudere gli occhi, ti fanno ricordare.

I dolci mi ricordano l’infanzia. La torta diffonde ovunque un profumo caldo, avvolgente, consolatorio, infantile.

Ma ci sono anche profumi che posso sconvolgerti la mente.

Questa mattina sono entrata in un erboristeria. Ho comprato qualche prodotto facendomi convincere da una commessa gentile e sorridente. Poi uscendo, una bottiglia di acqua profumata ha attirato la mia attenzione. C’era l’immagine di un fiore che ho riconosciuto subito.

Quando ancora non sapevo quale fosse la tua casa, un giorno, passeggiando mi fermai accanto al tuo giardino.

Ero incantata da un fiore. Lussurioso, esibizionista, con i pistilli in piena esposizione. Un fiore che fa arrossire una donna, anche una donna che il mondo un po’ lo conosce. Lo sfiorai; nel farlo mi guardai intorno nel timore di essere vista.

Era come se toccare quel fiore equivalesse a toccare un uomo in modi e luoghi proibiti per la strada.

Questa mattina, nel vedere quel fiore su quella boccetta di profumo, le mie guance si sono nuovamente infiammate come quel pomeriggio. Ho allungato una mano sulla bottiglia e ne ho spruzzato un po’ sul dorso della mano. Ho lasciato che qualche secondo passasse … avevo quasi timore. Certe cose si percepiscono … 

Con timore ho avvicinato la mano al viso. Ma non ero pronta a profumo che avrei sentito. Non ero pronta a tremare per i ricordi che all’improvviso mi hanno avvolto e sconvolto.

Il fiore della Passione è uno degli ingredienti base del tuo profumo. Non era il tuo profumo, ma c’eri tu dentro. C’era il tuo collo, il tuo sapore, la tua presenza.

Per un secondo ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovata con te, su di te, con te dentro di me.

Persa ed ubriaca.

Tornerò … tornerò in quel negozio e comprerò quella bottiglia.

Illusa che comprando un essenza possa averti con me.

come una stella alpina

Mi ostino a credere che io possa fare a meno di te.
Cerco di pensare a quello che non mi piace di te sperando che possa in qualche modo farmi dimenticare quello che invece amo.
Ma non accade mai niente.
E invece di elencare i tuoi difetti ricordo solo come mi sento quando sono con te, come mi fa sentire il tuo amore, cosa hai fatto per me, quanto mi hai portata dentro di te. Per anni e anni … senza mai dimenticare.
 
Ma vorrei tanto che a volte fossi tu ad impazzire come me di smanie e desideri. Vorrei che il tuo corpo iniziasse a bruciare come il mio al punto da chiederti … ‘vieni da me … ti prego’ … come ho fatto ieri con te io.
 
… non riesco a smettere di pensare al momento in cui ho alzato lo sguardo e tu eri davanti a me …
 
 … avevo passeggiato un po’, letto la stessa riga del libro che avevo con me 100 volte, guardato le persone che correvano e altri amanti che si baciavano, ascoltato musica … per quasi un ora e mezza … guardando spesso, troppo spesso, l’orologio e chiedendomi perchè quando vuoi che il tempo corra è invece lentissimo … e cosciente che da quando saresti arrivato, le lancette avrebbero iniziato ad andare ad una velocità stratosferica … ma ero anche intimorita che tu all’ultimo non potessi venire … non avrei retto …
 
E’ stato bello alzare lo sguardo e trovarti lì … ed è stato bello anche non dire assolutamente nulla per quel minuto … e semplicemente baciarsi … senza fretta, senza frenesia.
 
Ti ho baciato prima il collo. Mi sono persa dentro al tuo profumo, all’improvviso tornato familiare. Ho lasciato che le mie labbra ti accarezzassero il viso mentre tu mi abbracciavi forte; ti ho percorso il viso fino alle labbra dove finalmente si sono fermate e hanno cercato di placare il desiderio di mesi.
 
Piccoli baci poi diventati uno solo. Bello. intenso, emozionante ed indimenticabile.
 
Ritrovare il tuo sapore, il tuo respiro, il tuo amore che a volte non comprendo … ma del quale ho così bisogno.
 
Sentivo il peso del casco che tenevi tra le mani attraverso le tue braccia … ed ho pensato che chi ci avesse visto da fuori forse avrebbe sorriso guardando quanto fosse stretto il nostro abbraccio.
 
Ieri a quest’ora ero lì ad aspettarti … ma ieri è già finito … è passato …
ed è un altro ricordo … uno di quelli che si aggiungerà agli altri …
sbiadendosi un pochino con il tempo anche se ora mi sembra più vivo che mai …
 
Un altro bellissimo e paradossale ricordo … perchè è bello da rivivere … ma che fa anche molto male perchè ciò che rappresenta è raro … come una stella alpina nella neve …
 
Ma tu hai compreso, dai miei baci, dal mio corpo, dai miei occhi, dalle mie parole quanto ti ho desiderato? 
 
Vorrei domandarti come fai ad amarmi così tanto e a non volere fare l’amore con me, così disperatamente, da fare qualunque cosa pur di realizzarlo.
 
Quanto vorrei che tu me lo chiedessi … quanto vorrei che per una volta tu facessi qualcosa di assurdamente folle …
 
Ti voglio …  e tu perchè non vuoi me al punto da superare tutti gli ostacoli che ci sono per fare l’amore?
 
 
 
 

ho prenotato vieni con me …

Ma perchè gli uomini non fanno più gli uomini?

Perchè ve ne state così … inermi a subire la vita?

Perchè non sei capace di fare quello che un uomo dovrebbe fare?

Tu mi parli continuamente di amore, di quanto vorresti avermi al tuo fianco, quanto mi avresti voluto madre dei tuoi figli. Non dimentichi nemmeno un anniversario, ricordi tutto con una dovizia di particolari disarmante. Dice che mi desideri, che ami il mio corpo, il mio profumo. Mi racconti che avresti voluto toccarmi.

Ma perchè non lo fai?

Perchè non fai l’uomo e mi dici …

‘ho prenotato in albergo domani mattina vieni con me ti prego …”

… quanto vorrei sentirti dire questa frase … tutte le cose che mi hai regalato non valgono nemmeno un decimo del valore che avrebbe questa frase …

Vorrei vederti fare una follia. Ma tu la follia l’hai fatta solo una volta; quel maledetto giorno di giugno in cui mi hai cercata dopo 15 anni di silenzio.

Io sono qui. Sono fatta di carne e ossa e ti desidero.

Ma a te sembra essere sufficiente avere solo il pensiero di me.

Non sai nulla di me. Non sai quanto io sia fisica e passionale. A me le parole non bastano. Sto impazzendo. Voglio molto di più delle parole. Voglio le mani. Le tue mani addosso.

Sono stanca delle parole.

Ecco perchè ci stiamo allontanando.

Tra te e me c’è un abisso …

caduta libera

Lei cammina lentamente. Ha un’andatura regolare, tranquilla, serena. Ogni tanto alza lo sguardo verso il cielo per lasciare che il sole le copra il viso in una calda e appassionata carezza.

Qualcuna delle persone che incrocia per la strada si volta a guardarla. Trasmette serenità e passione ad ogni passo; quella passione che le infonde il sole e che lei ha sempre sentito come parte dell’anima.

Pensa a lui. Ricorda le sue labbra, il suo profumo, il suo sorriso. Le lacrime che gli hanno segnato il viso più di una volta. Ricorda quel giorno di un anno prima in cui, dopo 15 anni di dimenticanza. lui l’ha cercata e l’ha trovata.

Lei ha accolto il suo rientro come una ventata fresca in una torrida giornata di agosto. L’ha assaporata con lentezza e lussuria come una torta al cioccolato. Se ne è dissetata con avidità. L’ha vissuta con la stessa intensità e incoscienza con le quali ci si getta da un aereo nell’assoluta convinzione che il paracadute si sarebbe aperto.

Pensa che volare con lui sia stata un’esperienza che molti cercano per un’intera vita.

Una nuvola, molto piccola le ombreggia il viso.

La sua andatura rallenta all’improvviso. Apre gli occhi che erano socchiusi tra sogno, sole e ricordi.

Il paracadute non si è aperto ed ora lei è piombata al suolo.

Si guarda intorno.

Lui non c’è. Lui non ci sarà mai.

Lui non potrà mai esserci.

Non ci sono alternative, non ci sono compromessi. La realtà è questa.

Per un attimo lo odia. Si domanda perchè l’abbia cercata senza rendersi conto delle conseguenze che la sua apparizione avrebbe avuto sul suo essere.

Lei è passionale, fisica. Lei ricorda i baci, gli abbracci e i sorrisi. Ma ricorda anche i sospiri, i respiri, i sapori, le carezze proibite e sfrontate. Lo stupore di lui nello scoprire quanto donna fosse diventata. E rivorrebbe tutto indietro. Lo desidera al punto da tremare di desiderio la notte quando, nel buio, le immagini nella sua mente si amplificano.

Vorrebbe tanto che lui fosse altrettanto passionale. Ma lui non è cambiato. Lui è rimasto lo stesso di 15 anni prima.

Lui non prenderà iniziative. Perchè lui fa soltanto ciò che lei desidera. Lui aspetta che sia sempre lei a chiedergli qualunque cosa.

Lui non verrà a prenderla per portarla via, anche se solo per poche ore, per amarla. Lui non agisce mai d’istinto. Lui aspetta lei.

Lui non le trasmetterà incontrollabile ed ingestibile desiderio fisico. Lui è romantico, è dolce, è buono ma la passione e il lasciarsi andare ad essa gli sono estranee.

Lui non c’è. Lui non ci sarà. Lui non è. Non è e basta.

Lei lo ama. Lei lo desidera … ma sa, comprende che è finita.

Ora dovrà comprenderlo anche lui.

voglio che tu …

Oggi ti vorrei intraprendente, istintivo. Oggi ti vorrei leone.

Ma tu sei delicato, leggero, innamorato e così … platonico.

Perchè non ti lasci mai andare?

Perchè non dici mai cosa senti veramente?

Perchè non fai una follia e non mi dimostri l’intesità dell’amore che mi dichiari come davvero va dichiarato?

… voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
… voglio che poi
nell’insinuarti tu sia incantevole.
… voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me

Ci nascondiamo dietro la nostra ‘impossibilità’ a fare qualunque cosa quando in realtà siamo solo due codardi.

Forse basterebbe solo volerlo veramente.

Tu lo vuoi? Tu lo vorresti?

istinto animale


Una professoressa di italiano, anni fa, mi disse che gli umani non dovrebbero utilizzare il termine ‘rabbia’ riferendosi a se stessi: è una malattia canina e noi siamo forse cani?

 Noi, umani, ‘ci indignamo’.

Non ero convinta allora di questo suggerimento; e non lo sono ora.

Soprattutto, oggi, che l’indignazione non è sufficiente ad esprimere ciò che sento.

Perchè le parole hanno suoni e colori e non sono solo un significato.

Rabbia si può urlare, è una parola cattiva, NERA come la pece, la senti dentro e ti riempie pienamente la bocca e ti fa vedere e sentire la realtà di ciò che si prova.

Indignazione è grigia, leggera, una parola annoiata.

Mi indigno se si rovescia il bicchiere sul divano.

Mi arrabbio con te … con te che non vedi. Che non capisci. Che non mi ascolti. Che non senti.

Mi arrabbio con me stessa perchè tu NON sei ciò che voglio ma ti voglio lo stesso.

Oggi sono umana?

Forse sono semplicemente un animale.

Un animale femmina che avrebbe tanta voglia di cedere all’istinto di prenderti e di lasciarsi prendere ancora.

Che vorrebbe vederti fare il leone per una volta.

Ma tu non sei animale … tu sei umano.

Ed io ho voglia di un leone.