resta un minuto per poterti dire …

tre minuti solo tre minuti per parlarti di me …
tre minuti per fidarti di me …
per convincerti ho solo due minuti …
ma non li sprecherei … (3 minuti – Negramaro)
 
… è la canzone che sto ascoltando ora mentre ti scrivo; il testo non ha molto senso con te e me , ma è davvero una canzone meravigliosa e porta con se ricordi molto belli che ti riguardano.  Anche se tu, questo, nemmeno lo sai.
 
C’è il sole; tutte le finestre sono aperte e fa un po’ freddo. Ma l’aria sa di buono e di silenzio.
Davanti a me c’è una tazza di thè caldo e sento l’inverno così vicino e tu, invece, sei così lontano.
 
Forse se la guardi da un altro punto di vista, questa canzone, pensando solo ai minuti che scorrono e che si portano via sempre qualcosa che non tornerà mai più …
 
allora …. è anche un po’ mia e tua.
 
Tutti quei minuti passati a girare intorno alle ansie, alle timidezze, al doversi per forza dire qualcosa; invece di restare abbracciati o baciarci.
 
Minuti sprecati, ed io quanto li ho contati in questi giorni, e quanti ce ne sono stati …
 
Che stupida; lasciarli scorrere così senza fare nulla per viverli.
 
Eccoli i miei rimpianti; tutti quei minuti che non sono stati vissuti come avrei voluto, con te.
 
Sai qual’è l’ultima frase della canzone?
 
“Un minuto resta un minuto per poterti dire …..”
 
… ognuno può immaginare di dire ciò che vuole in quell’ultimo minuto …
 
… e tu ? … ed io? …. lo so … lo sai …
 
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livido amniotico

Ho voglia di sesso.

Nonostante lo abbia fatto stanotte con lui ne ho ancora voglia.

Quante cose non sai di me. Mi ami, dici di amarmi ma ami qualcosa che in realtà è solo una vaga immagine sfocata di qualcosa che vorresti. Dici che sono speciale, che sono bella, che solo delicata …

Mi ameresti ancora se sapessi quanto a volte il sesso diventi particolare per me?

Ho voglia di sentirmi legata, immobilizzata. Ho voglia di un uomo che mi tocchi e mi impedisca di fare qualunque movimento cercando solo la mia bramosia, la mia voglia di lasciarmi andare. Ho voglia di parole sussurrate sul collo. Parole calde, di sesso, d’amore. Ho voglia di desiderio, di mani, di piccoli lividi che solo il sesso senza controllo e senza inibizioni regala. Ho voglia di perdermi in quelle onde di piacere che sono l’esasperazione riesce a darmi. Che solo il sentirmi immobilizzata e preda totale di un uomo può darmi.

Ho voglia di mani legate e di occhi fissi negli occhi. Ho voglia di tempo che scorre sui corpi nudi in attesa di qualcosa che sembra sempre stia per arrivare a travolgerti. Ho voglia di chiudere gli occhi e sentirmi completamente preda, indifesa, senza speranza di salvezza. Ho voglia urlare per poi liberarmi e sfogare tutta l’energia sul corpo di un uomo. Percorrergli il corpo con tutto quello che ho, mani, lingua, respiro, occhi. Possedere quell’uomo che ha posseduto me e portarlo dove sono stata io: nell’estasi dell’esasperazione.

Mi ameresti ancora sapendo che questo è il sesso che io amo e che con te non potrò mai fare?

Tu sei dolce, sei delicato, sei innamorato. Quando ci siamo amati, quell’unica volta ti ho chiesto io di essere ‘leggero’. E tu hai esaudito ogni mio desiderio lasciando che io ti guidassi nel cosa fare. Sapevo che ti avrebbe sconvolto sapere che io amavo un sesso completamente diverso, non avresti capito.

Probabilmente avresti frainteso come fraintendono tutti gli uomini quando scoprono in una donna desiderio sessuale di questa entità.

Tu fai sempre ciò che ti chiedo.

Come ora.

Non mi chiami più perchè ti ho chiesto di diluire i nostri contatti.

Non mi scrivi perchè hai da fare a casa e a lavoro.

Mi mandi solo stupidi messaggi che non vogliono dire nulla e che non servono a nulla.

Dici che mi stai scrivendo, che devo avere pazienza …

Oggi vorrei solo dirti ……………….

… smetti di amarmi perchè io non sono quella che credi sono solo una tua fantasia. Io non esisto.

“se non posso nemmeno provare più a reggerti nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi lasciare che il tempo ora passi sopra di noi rendermi immobile al flusso dei giorni … tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai rifugio per sciogliere il peso che c’è in me è tardi in me
sei … per me … livido amniotico …”

Crepe nel ghiaccio

A volte la mia mente mi spaventa. Ci sono dei giorni in cui mi sembra che la tua assenza mi tolga battiti del cuore e aria dai polmoni, altri, come questo, in cui fuggo da te.

Cerco di non pensarti, di non chiamarti, di non scriverti.

Ma tu non puoi scomparire.

Sei parte di me.

In giorni come questo sono attanagliata dalla paura che ho di questo sentimento.

Mi domando come puoi essere così sicuro che tu ed io avremmo potuto vivere una vita felice insieme senza scontrarci. Le persone così simili non posso essere felici insieme.

Tu hai tante certezze su di noi. Mentre io vivo di confusione. E più passa il tempo e più la mia mente si perde. Non trovo ragione, non trovo giustificazione. Non riesco a giustificarmi.

Non riesco a perdonarmi.

Perdonarmi di amare te, di desiderare di prenderti la mano e di desiderare anche l’uomo che accompagna la mia vita da metà della mia esistenza.

Quell’uomo che non mi ha mai abbandonato, che mi ha sempre raccolto ogni volta che sono caduta. Che mi ha dato tutto se stesso e continua a farlo.

A volte il rancore che ho verso me stessa è intollerabile. Come oggi. Mi odio e faccio fatica a guardarmi allo specchio.

Ti amo … ma a volte la paura che provo del sentimento che ho per te è paragonabile solo ad una camminata su una lastra di ghiaccio. Sento i rumore sinistro e inquietante delle crepe che si aprono sotto ai miei piedi.

Ecco perchè fuggo da te … non voglio mostrarti ciò che provo …

Ed ora?

Ed ora che facciamo? Tu in me, io in te e le nostre vite che scorrono una accanto all’altra senza toccarsi; senza potersi toccare.

A volte, come questa notte, tutto questo, si trasforma in un peso insostenibile che mi schiaccia a terra.

Ho chiuso gli occhi nel buio e ho desiderato non amarti. Avrei voluto non avere questo inspiegabile legame con te.

Ma poi, ho ricordato quanto la mia esistenza, nella quale tu fisicamente non ci sei, mi è sembrata vuota senza il tuo spirito e il tuo amore, in questi giorni in cui ho tentato disperatamente di toglierti dalla mia mente.

Senza quell’amore che tu riesci a dare senza sfiorarmi, solo attraverso le tue parole e i tuoi sentimenti.

Cercare di toglierti da me è come tentare di svuotare il mare con un cucchiaino bucato.

Che dobbiamo fare ora?

Oggi ho disperato bisogno di stare con te.

Vorrei abbracciarti forte e sentire le tue mani strette attorno alla mia vita. Tenere le labbra sul tuo collo e chiudere gli occhi per un’ora, due ore, tutto il tempo possibile.

Fermare il tempo così, senza che tu dica una parola, senza che io ne debba dire alcuna.